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venerdì 26 giugno 2009

Quando John Doe bussò alla porta di Michael Jackson

Il numero 56 di John Doe che ho sceneggiato è ambientato a Neverland, il ranch-parco giochi-rifugio irreale di proprietà di Michael Jackson. Come dissi all'uscita dell'albo, probabilmente in pochi se ne sono resi conto. Forse avrei dovuto far disegnare a Sergio un paio di bambini impagliati.

La scelta, oltre che per il suo simbolismo che mi pareva azzeccato o per lo meno interessante, deriva dal mio essere stato per un bel po' un suo fan sfegatato, diciamo fino alla pubblicazione di Blood on the Dance Floor.

Jackson, al di là delle sue capacità artistiche, mi ha sempre affascinato in quanto personaggio. Quando ero biNbo mi pareva un alieno capace di mosse impossibili e dotato di una voce da SFX e che per altro viveva in uno stracazzo di parco giochi con una scimmia per amico. Non avete idea dei pomeriggi passati a fare il moonwalk davanti allo specchio inframezzandolo con altre mosse di gamba del sommo.

Per non parlare del numero di monetine che coi miei compagni di scuola lanciavamo in corridoio per emulare il video di Smooth Criminal. Almeno un paio di occhi li abbiamo lesionati.

Ora Jacko se ne è andato a 50 anni. Per me è un po' come se fosse morto un personaggio dei fumetti ai quali ti affezioni. E mi spiace non averne predetto la morte in John Doe, porca puttana.

lunedì 19 maggio 2008

John Doe 60 - Ballo di Famiglia di Maurizio Rosenzweig

Per chi non conoscesse l'attuale situazione dell'universo di John Doe: da quando il figlio di JD è diventato Re del mondo bandendone la morte, ovvero lo stesso JD, la gente ha smesso di morire e tutto si è incasinato parecchio.

Vediamo, con ampi SPOILER e minigonne in tinta, il numero 60.

Clicca per una dimensione Carnevalesca

Il numero, scritto e disegnato da Maurizio Rosenzweig, si apre con una lunga sequenza che ci mostra da subito quale sarà il tono della storia grazie a tavole come la seguente:

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Un torso d'uomo è immerso nell'olio bollente. E il torso dorme serafico.

Stabilita l'atmosfera veniamo a conoscere i co-protagonisti di questo numero:

Cliccami su, Scotty!

TREKKIES!

Perché non importa che non riescano a scopare, ora che non possono morire non ce ne libereremo mai.

L'allegra comitiva di Trekkies viaggia verso Lost Vegas, casa del Re del mondo, per partecipare a una convention. Lungo la via sbagliano strada e nel più classico dei colpi di scena vengono in contatto coi Villici Del Horrore:

Clicca per aprire quella porta

Villici Dell'Horrore che hanno rapito anche JD.

Villici Dell'Horrore che sono Cannibali:

Clicca per un taglio migliore

Villici Dell'Horrore Cannibali che scopriamo essere in realtà:


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Villici Dell'Horrore Cannibali ALIENI!

E se a questo punto non siete già corsi a comprare l'albo significa che state leggendo il blog sbagliato.

Comunque è a questo punto, quando la storia ha raggiunto e superato in retromarcia, bruciando ballerine nane, l'epica Recchionana (Recchionesca? ok, questa è pessima) arrivando la dove nessun lettore medio è arrivato prima che John si sveglia e fa piazza pulita:

Clicca per ingrandire Eddie

In sotto fondo potete sentire gli Iron Maiden che pompano come dei dannati.

E tutto torna come prima con JD e Pericle che tornano sulla strada. Segno dello status quo che non può essere abbattuto nemmeno da un Autore con sette paia di palle o al contrario comprensione perfetta dei meccanismi della terza stagione di JD, nonché dimostrazione di profondo amore per Texas Chainsaw Massacre, il genere slasher, la serialità e il fumetto popolare in genere (l'omaggio al gruppo TNT non potrete non coglierlo)?

Propendo per la seconda, resta il fatto che mi sono divertito parecchio come lettore e che come sceneggiatore me lo sto rileggendo a mo' di manuale.

giovedì 7 febbraio 2008

John Doe 56 - Cose che mi sono piaciute

Come detto nello scorso post, Un uomo e altri animali mi ha soddisfatto in più punti.

In generale il ritmo che sono riuscito a dare alla storia mi pare funzioni bene. Separare i due protagonisti, lungi dall'essere una botta di originalità, credo abbia giovato a mantenere costante l'attesa per il momento di furia di John che, per quanto mi riguarda come lettore prima che come sceneggiatore, è un momento che attendo quando leggo i primi numeri di questa terza stagione, curioso di vedere cosa tirerà fuori dal taschino JD.

E così mi riallaccio a un altro punto della storia il cui risultato su carta ha funzionato meglio di quanto pensassi, ovvero la colossale civetta vomitata da John per abbattere l'elicottero che forse risulta un po' tamarra ma mi pare in linea con la serie.

Altri due momenti che mi hanno dato grande soddisfazione leggendo l'albo sono la sequenza onirica che attraversa la storia della medicina, o della tortura a seconda del rapporto che avete con la stessa, e la tavola che trovate qui sotto:

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Momenti che, come la sequenza al buio che precede il risveglio di JD, funzionano soprattutto grazie ai disegni di Sergio che ha colto molto bene le atmosfere che mi interessava far passare ai lettori.

Infine ho l'impressione che Pericle sia risultato un protagonista all'altezza della situazione tenendo bene la scena, e con dialoghi che funzionano meglio rispetto a quelli di altri personaggi.

Si vede che mi escono bene i dialoghi da cani.

Mmmhhh...

sabato 26 gennaio 2008

John Doe 56 - Cose da rivedere

Dopo diverse letture e i commenti di amici e lettori ho tirato le fila di quanto non mi ha convinto nella sceneggiatura di Un uomo e altri animali.
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I dialoghi tra Paget e Burrell, i due dottori, presentano diversi problemi.

Sono ridondanti. Per essere due che si conoscono da decenni, pare abbiano un patologico bisogno di chiamarsi per cognome due volte a tavola. Ci manca poco che inizio ad apostrofarsi con "Crostatina mia" e "Pandolcino caro". Nelle mie intenzioni questo tormentone doveva rafforzare l'atmosfera delirante della storia ma se, mi pare, funziona nella sequenza onirica, alla lunga stucca un po'.

Effetto infodump. I due spiegano l'un l'altro procedimenti che dovrebbero conoscere a menadito. Se questo rimbalzo di nozioni era inteso a sottolineare i dubbi di Paget e agevolare la lettura ho l'impressione che sul lungo termine sia risultato eccessivo. Sfruttare al presenza di Rose, in particolare nella seconda parte della storia, probabilmente avrebbe funzionato meglio.

Il finalino/risveglio di John è troppo breve.

Qui ho pagato l'inesperienza, trovandomi in chiusura della storia con poche tavole a disposizione. Qualche tavola in più avrebbe permesso di rendere più chiaro l'assenza totale di cadaveri e quindi lo straniamento di John di ritrovarsi in un posto ignoto e completamente morto.

Chi siano davvero i due dottori non è chiaro.

Diciamo che sono l'ultimo avamposto dell'Istituto Nazionale della Sanità americano, con il compito di capire cosa sia successo e trovare una soluzione, con il supporto dell'esercito. Fesso io a non far inserire nemmeno uno straccio di stemma dell'istituto che se non altro avrebbe fatto scattare qualche lampadina. Ho l'impressione che la storia, nella sua atmosfera volutamente allucinata, funzioni lo stesso, ma qualche info in più penso avrebbe giovato.

Non credo sia evidente l'ambientazione della storia.

La storia si svolge all'interno del ranch Neverland proprietà di Michael Jackson. Mi piaceva l'idea che il "vaccino" alla vita eterna si svolgesse nella casa di un uomo ossessionato dalla gioventù. La villa e il cancello con la scritta Neverland che vedete nell'albo sono stati ottimamente ripresi da Sergio da quelli veri ma temo siano stati colti solo dai fan di Jackson. Avrei fatto meglio a far inserire a Sergio da qualche parte una statua di Jacko, magari quella pacchianissima che lo ritrae in compagnia di una scimmia.

A rileggere il post pare non mi sia piaciuto nulla. Non è così, anzi, ma ne riparliamo fra qualche giorno.

giovedì 10 gennaio 2008

John Doe 56


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Da qualche giorno è in edicola John Doe 56 - Di uomini e altri animali.

Scritto da me e disegnato da Sergio Gerasi, è il mio esordio su John Doe nonché il mio esordio come sceneggiatore a solo.

Trovo che Sergio sia riuscito a rendere molto bene le atmosfere e le sensazioni che volevo far passare, in particolare dal risveglio di John in poi, con menzione speciale per pagina 84 a cui tenevo particolarmente.

Per quanto riguarda invece la sceneggiatura mi riservo di tornarci sopra a mente fredda perché mi sono reso conto che alcuni temi non sono venuti fuori o sono troppo sottintesi, devo ragionarci un po' su e capire dove mi sono incartato.

Ma sia chiaro che in generale sono parecchio soddisfatto del risultato.

Nel frattempo un grazie a Rrobe e Lorenzo per la fiducia, a Sergio per i bei disegni e a Sergio Badino perché se non era per lui col cavolo che mi decidevo a scrivere.

P.S.

Dato che mi è stato chiesto già un paio di volte: l'Homer che spunta nell'albo non è un riferimento al numero di JD Hollywood Brucia ma all'episodio dei Simpsons che omaggia-parodizza The Prisoner. Scrivendo il numero mi sono accorto che JD viene drogato un po' spesso e non ho resistito a inserire un inside joke ai miei danni :asd:


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