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martedì 4 agosto 2009

Jekyll, 5 cose che me lo fanno apprezzare

Qualche settimana fa mi sono bevuto in pochi giorni Jekyll, miniserie inglese televisiva in sei episodi andata in onda nel 2007. Come intuibile dal titolo, è basata su e adatta ai nostri giorni Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson. Pur non trovandola perfetta e con un finale forse un po’ sotto tono, ecco 5 motivi che me la portano a consigliare caldamente.

Cover orrenda, non c'è che dire

1) Il personaggio scelto.

Golly! An olde chap is coming out from your arse!

Il Dr. Jekyll, con il suo socio, è uno dei personaggi più interessanti e curiosi della letteratura fantastica e della fiction in generale, semplice e ricco di un potenziale che gli permette di essere trasposto in qualsiasi tempo e luogo senza perdere un filo di fascino. La lotta tra i due lati dell’animo umano e la decisione se sia meglio, o possibile, sopprimerne uno oppure riuscire a farli convivere non manca mai di far scaturire quesiti morali interessanti. Se questo è merito soprattutto di Stephenson, devo dire che gli autori del serial riescono a mantenere questo spirito ben vivo e a non cadere nell’involontaria macchietta, dando semmai una profondità maggiore e più in linea coi tempi al personaggio.

2) L’attore protagonista.

Mi piace cenare in sicurezza

James Nesbitt interpreta Jekyll e lo fa in maniera impressionante, calandosi a seconda dei casi nei panni del Dr. dal palo in culo o in quello di Mr. Scavezzacollo e riuscendo a dare a entrambi una giusta dose di sfumature già dal primo episodio, andando poi a sottolinearle via via che la storia procede e i due si conoscono meglio. Che si tratti di scene quasi surreali (il balletto nella gabbia dei leoni è fenomenale), di tortura psicologica o fisica, di passione o di romanticismo, Nesbitt riesce sempre a rendere tutto coerente e in sintonia con il personaggio senza mai forzare la mano.

3) Il fatto che fondamentalmente sia un sequel del romanzo.

La serie non si limita a trasporre il romanzo di Stevenson ai giorni nostri adattandone la storia, ma tenta di allargarne il mito partendo dall’assunto che il Dr. Jekyll e socio sia esistito sul serio, abbia avuto dei discendenti (più o meno) e che un’Organizzazione Segretissima sia sulle tracce di questi ultimi da oltre un secolo per tipiche motivazioni da super-cattivi (soldi e potere). L’idea dell’Organizzazione Segretissima ha sempre il suo fascino, con i suoi uomini armati che non fanno domande, attrezzature avveniristiche e basi super segrete con il livello sotterraneo super segretissimo. Per quanto mi riguarda quello che scricchiola di questo aspetto è il voler fondere aspetti sci-fi e thriller con quelli più sovrannaturali della vicenda, miscela difficile da preparare e che ogni tanto lascia un po’ un saporaccio in bocca.

4) Lo Humor Inglese.

L'alternativa era un primo piano di BennyHill

L’intera serie gode di robuste dosi di commedia disseminate qua e là per stemperare i momenti più drammatici. Hyde passa da battute fulminanti a pestaggi senza freni in un battito di ciglia, così come i co-protagonisti si lasciano andare a battute e azioni a un passo dalla strizzata d’occhio allo spettatore senza scivolare nella parodia.

5) Il cast.

"Non hai abbassato la tavoletta del cesso e la spazzatura è ancora nell'entrata!"

La serie si avvale di un discreto numero di personaggi di contorno meno banali del solito. Il più importante è senz’altro la consorte di Jekyll che se all’inizio pare la classica moglie straccia palle, lungo i sei episodi acquista spessore sia per il suo ruolo centrale ai fini della trama, sia nel suo palesarsi come elemento essenziale nel triangolo con Jekyll e Hyde, vera e propria altra metà dell’anima. O forse altro terzo? Bò!
Anche i cattivi non sono male, dall’americano un po’ sbruffone che fa una bruttissima fine all’inglesissimo traditore, e ci butto dentro pure il soldato cazzutissimo che fa una comparsata breve ma intensa verso il finale. Menzione anche per il dinamico duo di detective lesbiche, e per l’infermiera di Jekyll che si merita una menzione speciale.

MENZIONE SPECIALE) L’infermiera di Jekyll.

Zitti e in ginocchio a lodarla

Se pensate mi riferisca al lavoro sulla psicologia, alla sua crescita personale lungo gli episodi e il suo ruolo all’interno della storia, vi sbagliate. Il fatto è che Michelle Ryan in questa serie è così bella da non riuscire a toglierle gli occhi di dosso, altera e fragile, risoluta e dubbiosa. Si, è una motivazione stupida e testosteronica, ma ogni volta che la inquadrano è una gioia per gli occhi.


Gnocca pazzesca a parte, la mini mi ha sfagiolato parecchio, soprattutto per l’atmosfera allucinata che si respira, la fanciullesca mancanza di remore di Hyde e per quel mostro di bravura di Nesbitt (di cui ora voglio recuperare Murphy’s Law). E’ un peccato che il finale risulti un po’ troppo accelerato e, a causa dello scontro tra sci-fi e sovrannaturale cui ho accennato sopra, un po’ confuso e indeciso, ma vale decisamente la visione.

martedì 27 maggio 2008

Dexter è un telefilm sui supereroi ma non ve lo vogliono dire


Ok, magari Dexter Morgan è un antieroe, però:

Una missione da portare a termine al di là della Legge - Ce l'abbiamo, fare piazza pulita dei criminali sfuggiti al sistema.

Identità segreta da mantenere a ogni costo - Ce l'abbiamo, se venisse scoperto la sua missione sarebbe finita e lui con essa.

Un codice morale cui attenersi - Ce l'abbiamo, uccide esclusivamente i criminali che uccidono senza motivo.

Un evento eccezionale che lo mette in moto - Ce l'abbiamo, ma non voglio rovinarvi nulla in caso non lo aveste ancora visto.

Un mentore - Ce l'abbiamo, il padre, probabilmente la figura migliore della prima stagione.

Facoltà eccezionali - Ce l'abbiamo, al di là dell'intelligenza superiore, la sua mancanza quasi totale di emozioni lo pone al di là delle persone normali.

Costume - Ce l'abbiamo, più o meno. Ogni volta che agisce indossa la stessa maglia a maniche lunghe aderente. Gli manca solo un simbolo sul torace...

Nemesi - Ce l'abbiamo, ed è in perfetto stile due facce della stessa medaglia.

Alleati - Ce l'abbiamo, dalla sorella ai colleghi, per quanto lo siano loro malgrado.

Per ora ho visto solo la prima stagione e devo dire che tolta una certa frettolosità negli ultimi 3-4 episodi l'ho trovata proprio figa, soprattutto per essere una lunga e sfaccettata riflessione sull'identità della persona, della famiglia e della società in cui questi nuclei cercano un posto. Ok, sono persone e famiglie un po' particolari, ma l'interesse sta proprio in questo.

Sono curioso di vedere la seconda stagione, le sottotrame promettono bene.

giovedì 24 aprile 2008

Soggetti estratti: episodio pilota di The Shield

Clicca per un Vic a grandezza maggiore

ATTENZIONE: SPOILER

In un precedente aggiornamento
di Baphomouse ho parlato di come ricavare il soggetto di una storia a fumetti può insegnare molto su quella storia. Nei commenti a quel post, Sergio Badino ha sottolineato come questo esercizio possa applicarsi anche a film, telefilm e libri permettendoci di imparare qualcosa di utile anche allo scrivere fumetti. Quando il prof parla io eseguo, quindi ho preso la palla al balzo e ho ricavato il soggetto dell'episodio pilota di The Shield, telefilm poliziesco di grande successo la cui visione è consigliata.

Prima di parlare del soggetto, due parole sul perché abbia scelto questo specifico episodio di questo specifico telefilm.

Il pilota di una serie televisiva deve presentare al pubblico i protagonisti, i comprimari, le dinamiche tra di loro, le ambientazioni in cui si muovono, il tema portante della serie e deve fare tutto questo in maniera accattivante per convincere il pubblico a guardare l'episodio successivo. Sono tutti aspetti che entrano in gioco anche con il primo numero di una serie a fumetti, fatte salve tutte le differenze di linguaggio dei due mezzi espressivi. La scelta è ricaduta poi su The Shield sia per la qualità generale dell'episodio sia per il finale che lo pone un gradino sopra a molti pilota che mi è capitato di vedere.

Ma andiamo nello specifico e parliamo del soggetto che potete scaricare da qui.

Guardando l'episodio quello che colpisce di più è il finale con l'omicidio a sangue a freddo della talpa onesta da parte di Vic il corrotto. Un finale così crudo e d'effetto riesce perfettamente a definire il tema portante della serie e a conquistare lo spettatore. Ma come mai un poliziotto corrotto, non esattamente il personaggio più originale della storia, rimane così impresso nello spettatore?

Smontando l'episodio e scrivendone il soggetto si può notare come Vic, fino all'ultima scena, sia bene o male l'antieroe dell'episodio: tradisce la moglie, si considera superiore al proprio capo, è corrotto e prende il pizzo da spacciatori, papponi, troie e copre tenutari di crack-house però è a lui che si rivolgono i suoi colleghi quando si tratta di salvare una bambina nelle mani di un pedofilo reticente. Grazie al pestaggio brutale del pedofilo scopriamo l'ubicazione della bambina che viene tratta in salvo e tutti applaudono Vic, spettatore compreso. A questo punto, quando iniziamo a patteggiare per un uomo che fa quello che deve fare per rendere migliore il proprio quartiere (e aiuta pure una prostituta-madre donandole dei soldi!) gli sceneggiatori ci ridono in faccia facendogli uccidere a sangue freddo un poliziotto onesto con l'unico scopo di mantenere i propri affari loschi intatti. A questo punto quella che era una linea labile tra giusto e sbagliato va a farsi benedire e lo spettatore non sa più cosa aspettarsi, a parte la messa in onda dell'episodio successivo.

In aggiunta alla costruzione a mio modo di vedere ottima del finale, il pilota funziona nel delineare oltre a Vic i numerosi comprimari della serie e le loro dinamiche tutt'altro che scontate. Oltre ai confronti sfaccettati tra ad esempio Claudette e Wagonback, quest'ultimo e Danny o Aceveda e Vic, trovo che una buona trovata sia stata quella di mostrare Shane quasi sempre al fianco di Vic, finale compreso. Nonostante Shane quasi non parli e non agisca in questo episodio è evidente il legame tra i due e il fatto che sia il braccio destro di Vic, aspetti fondamentali nel proseguo della serie.

Da non sottovalutare poi la capacità degli autori di spezzare le varie trame dell'episodio incastrandole tra loro rendendo rendendolo dinamico e mai noioso e infarcendolo delle informazioni necessarie a conoscere i personaggi senza cadere nel famigerato info-dump.

Visione quindi consigliata per fini didattici, oltre che per puro intattenimento come tutte e tre le prime stagioni. Sulla quarta non mi pronuncio dovendola ancora vedere.

Se avete osservazioni da fare o vi vengono in mente altri pilota interessanti non esitate a farvi vivi nei commenti.