Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post

venerdì 5 dicembre 2014

Carini, coccolosi ed esilaranti - I Pinguini di Madagascar

I Pinguini di Madagascar è uno dei cartoni animati più divertenti che abbia mai visto. Non di quest’anno, di sempre. Considerando quanto mi faccia ridere la serie animata un po’ ci speravo, ma il film ha superato di gran lunga le mie aspettative, tirando fuori 90 minuti in cui si ride praticamente di continuo.

Se siete tipi da “La storia è regina!” probabile che la trama non vi dica nulla: c’è un cattivo che vuole vendicarsi dei pinguini. Non solo dei pinguini protagonisti, ma di tutti i pinguini. Perché loro sono carini e coccolosi e hanno rubato la scena, in vari zoo in giro per il mondo, a lui che è brutto. Peccato che i pinguini siano si carini e coccolosi ma siano anche spie altamente specializzate in grado di cavarsi d’impiccio.


 Se invece siete tipi da slapstick, che vi divertite più con la comicità di Tex Avery, per cui l’accumulo di gag, scenette comiche, tormentoni e robe funamboliche che si susseguono a rotta di collo sono il vostro pane, sono abbastanza sicuro che sia il film giusto per voi.

Insomma, è una spy story in tutto e per tutto, con un attitudine action ma, soprattutto, è un cartone animato comico. 

Perché ne i Pinguini si ride di continuo, tutto succede con l’unico scopo di far scoppiare la risata sul momento, di mettere in scena premesse evidentemente appoggiate per una gag successiva, tormentoni che si affastellano per divertire e mantenere alto il rapporto minuti-battute. E tutto o quasi accade in movimento.


Ora tiro fuori un paragone esagerato: avete presente le sequenze più cinetiche del Tin Tin di Spielberg? Ecco, Simon J Smith ed Eric Darnell, i registi di Pinguini, non sono di certo Spielberg, ma l’attitudine che hanno messo in un paio di sequenza, tra cui quella ambientata a Venezia e quella del furto del velivolo da parte di Skipper e soci secondo me sprizzano quel tipo di attitudine tipicamente Spielbergiana: il movimento racconta e l’ambiente in cui le cose accadono deve essere sfruttato in tutti i modi per raccontare. In quelle due sequenze credo ci sia l’attitudine del film: siamo qua per farvi divertire muovendo questi personaggi in situazioni esagerate.

Guardate cosa succede se li lanciamo a rotta di collo da un aereo quattro pinguini che sono anche spie ed eroi d’azione: succede che Tony Stark in Iron Man 3 ce lo sgrulla, ecco cosa.

Prendiamo i rispettivi capi dei due team che devono salvare il mondo e facciamoli battibeccare tra di loro in tipico cliché da film d’azione, e abbiamo un dialogo da lacrime agli occhi, che funziona non solo per le battute, e intendo le parole dette, ma per come questo dialogo è stato girato e montato. Perché se fusione tra action e commedia slapstick deve essere, che a farci ridere a crepapelle e a tenerci con gli occhi sgranati allora siano l’azione e il movimento.


Come i movimenti e le movenze del cattivo e dei suoi sottoposti. Il cattivo, Dave (o è Dereck? Darryl? Denzel?) si muove in una maniera che non ha il minimo senso, è esagerata, è poco fluida, angolosa ma proprio per questo fa ridere, lo rende diverso da tutti gli altri e grottesco e, per quanto possibile in un film per bambini, inquietante. Ovvio, non siamo dalle parti del Giudice di Chi ha incastrato Roger rRabbit, ma probabile che gli occhi di Dave, e la sua assenza di rimorso nell’aver (forse, ok, lo concedo) ucciso un pinguino, possano toccare con il loro stridore rispetto all’atmosfera comica del film qualche bimbo.

Sottolineo la questione movimento e cartone animato, nel senso di cartoon, perché in questo lungometraggio è quello che ci viene dato senza mai promettere altro: non è un cartone animato che vuole essere realistico, non vuole mettersi la giacchetta da StoriaImportante™, drammatica o con chissà quale sotto testo. Vuole far ridere a crepapelle per 90 minuti, qui e ora, con un controllo dei tempi comici ammirevole, con un’inventiva visiva ricca e con un ritmo serrato.

Per i miei gusti ci riesce, nonostante personaggi di contorno poco approfonditi (per quanto il loro essere palese presa per il culo dell’EroeD’Azione troppo cool e consapevole un po’ li salva, “Ecco perché bisogna guardare l’esplosione!”) e la trama davvero esile.


Però non è per le trame che guardiamo di continuo le disavventure di Wile E. Coyote, no?

venerdì 16 settembre 2011

Black Dynamite - 2009

C’è bisogno di più parodie e di meno fakexploitation (si Machete, ce l’ho con te).

Black Dynamite per fortuna fa parte della prima categoria. Prendendo di mira la blacksploitation di Shaft o Sweet Sweet Badaaas o Dolemite, ne prende i cliché e li porta al parossismo creando situazioni ridicole e sbellicanti.

Il protagonista si prende così sul serio da pensare di poter letteralmente scuotere via la droga dal corpo dei piccoli orfanelli. E quando scopre che dietro a un assurdamente complesso piano per sbarazzarsi della comunità nera c’è L’Uomo Bianco per definizione (non ve lo spoilero per non rovinare la gag, ma una volta che lo scopri ha perfettamente senso), decide di affrontarlo da vero uomo: col kung-fu e i nunchaku.

L’approccio degli autori verso la materia di riferimento e lo stile di certe gag mi ha ricordato quello della Pallottola Spuntata della prima ora: l’aderenza a un cliché risaputo fino alla sua conseguenza più estrema per quanto ridicola. Oltre all’inserimento di momenti di no-sense o surrealtà, il tutto con un’accelerazione e progressione in una storia che se parte un po’ in sordina, una volta che ingrana galoppa fino a un finale col botto.

Il protagonista è interpretato da Michael Jay White, pluridecorato artista marziale e action man degli ultimi anni. E’ un particolare non da poco nella riuscita del personaggio (di cui White è anche co-autore): la sua interpretazione super cool e convintissima, unita alle coreografie sgangherate e ai colpi che non vanno a segno, creano uno scollamento che procura umorismo letale.

E’ tutto eccessivo, ridicolo e, in alcuni casi, riproduce gli errori di montaggio o recitazione tipici del materiale d’origine. Ma grazie allo humor e al non prendersi un secondo sul serio, riesce ad essere davvero divertente dove Machete sa solo di finto e fatto col culo.

E’ un peccato che sia stato un flop clamoroso negli USA. Però Adult Swim ne sta producendo una serie animata data in mano agli stessi di Boondocks, di cui potete vedere il pilota qua.

Qua sotto invece il trailer del film

mercoledì 7 settembre 2011

Mary & Max - Adam Elliot 2009

Mary & Max

C'è una bambina australiana bruttina e senza amici che un giorno decide di farsi un amico di penna. Apre a caso l'elenco del telefono di New York e scrive a un uomo di oltre 40 anni, obeso, senza amici e con la sindrome di Asperger.

Come premessa per un film d'animazione in plastilina non è affatto banale, ma non lo sarebbe nemmeno per un live action. Nonostante faccia ridere in più di un momento, Mary & Max è una commedia molto molto nera. Tratta di malattia, problemi psicologici, alcolismo, handicap fisici e un generale senso di non appartenenza. Perché è la solitudine che permea ogni personaggio di questa storia, e la ricerca estenuante di qualcuno con cui mettersi in connessione, per sfogarsi, per trovarsi e per sentirsi meno soli e almeno un pochino normali.

Date queste premesse il rischio di sfociare in dramma soporifero o in buonismo dolciastro è alto ma per fortuna il regista e sceneggiatore riesce sempre a tenersi un passetto indietro. Perché al di là della rappresentazione a volte buffa del dolore o assurda della morte, i personaggi mostrano di essere sfaccettati e non semplici figurine di gag estemporanee. Gli incidenti mutilano sul serio e quando si muore non si torna indietro.

Il rapporto tra Mary & Max non è quello da "e vissero felici e contenti" e non si ha mai l'impressione che le cose siano facili una volta che si è trovato un amico con una passione comune. Anzi, tutto potrebbe finire da un momento all'altro lasciando una situazione peggiore di quella iniziale. Basta un incomprensione. L’incertezza e l’insicurezza regnano sovrane e la vita è sempre pronta ad annichilirti.

Il finale, a seconda di come lo si voglia vedere e interpretare, potrebbe lasciarvi un sorriso un po' amaro in faccia o un groppo in gola. O tutti e due. Qua sotto il trailer.




mercoledì 24 agosto 2011

I titoli di testa di Kung-Fu Panda o dell'importanza delle immagini

In caso non abbiate visto il primo Kung-Fu Panda, gustatevi i titoli di testa che trovate nel video qua sotto:



Trovo ottima la realizzazione tecnica, credo che funzionino molto bene per introdurre la storia, il protagonista e il tono del film. Soprattutto mi piacciono perché si staccano dal design imperante nell'animazione CGI degli ultimi anni. Non parlo tanto di questioni tecniche: a me personalmente di quanti peli si muovano nella pelliccia di un personaggio o del numero di ombre proiettate dai fili d'erba importa molto poco.

Certo aiutano a dare un senso di profondità al tutto, ma quando il tutto non si discosta molto da quello che si potrebbe chiamare un character design "carino e coccoloso", io personalmente ne rimango poco affascinato. Perché tendenzialmente* il "carino e coccoloso" è stravisto e non aggiunge nulla all'atmosfera della storia.

Si, la storia sarà pure regina, ma ogni regina sa la differenza tra truccarsi come una qualsiasi barbie photoshoppata e farlo invece con stile, personalità e secondi fini.

E questi titoli secondo me di stile ne hanno parecchio. Mi piacerebbe imbattermi più spesso** in film d'animazione che battono strade dal design meno canoniche, sfruttando l'enorme vantaggio che hanno rispetto al live action: creare tutto quello che vuoi, con la palette di colori e lo stile che pensi possa venire a tuo vantaggio nel raccontare una storia. Invece fai i soliti personaggi puccettosi, con le solite cazzo di linee tondolose tutto calato in un mondo sbrilluccicoso. Due palle.

In Kung-Fu Panda lo stacco che si prova tra i titoli di testa e il resto del film non è gratuito ma funzionale: Po sogna di essre un figo carico di figoseria che combatte orde di cattivi. Poi si sveglia ed è un un personaggio puccettoso e tondoloso. Secondo me funziona. Proprio perché non è solo la sceneggiatura a rendere una storia efficace ma anche la sua messa in scena, che me la rende immersiva e suggestiva agli occhi.

Dopo tutto si tratta di storie che vengono narrate per immagini. Per cui queste immagini, per favore, fate in modo che siano belle, abbiano personalità e aggiungano qualcosa alla storia. Sennò tanto vale che mi limiti a leggere la sceneggiatura. Grazie.

*sono sicuro ci siano eccezioni. Se avete suggerimenti datemeli nei commenti, grazie :)
** Iron Giant, How To train Your Dragon, Coraline, Appuntamento a Belleville e altri. Anche qua, suggerite titoli dai disegni interessanti nei commenti :)

lunedì 13 dicembre 2010

Salesman Pete

Gran bel cortometraggio animato di autori francesi.

Salesman Pete from Salesman Pete on Vimeo.



Trovate immagini e trailer della lavorazione sul blog dedicato

http://salesman-pete.blogspot.com/

e altra bella roba da vedere sui loro rispettivi blog e siti

http://maxloubaresse.blogspot.com/

http://vivienanthony.blogspot.com/

martedì 28 luglio 2009

War Of The Worlds: Goliath

Sono passati 14 anni dal primo attacco marziano alla terra risolto da un raffreddore e l'umanità ha ricostruito le proprie città e ammodernato i propri eserciti sfruttando la tecnologia lasciata indietro dall'orda d'invasione.

Che ora torna per finire il lavoro, ma noi, Gli Uomini, stavola c'abbiamo i Mech! A VAPORE!

Cliccami e farò "TUUUU-TUUUUUUUUUUUUUU!"*

War of the worlds: GOLIATH è un lungometraggio animato che vede tra i produttori Kevin Eastman (quello delle TMNT) e nasce in qualche modo dalla fucina della rivista Heavy Metal.

Ambientazione steampunk, presenza di Mech a vapore, triplani fokker, enormi dirigibili da combattimento, Teddy Roosevelt come segretario della guerra e tra le fila dei piloti c'è il Comandante Manfred "Red Baron" Von Richthoffen. E sulla locandina c'è pure un tipo che vola armato di kris:


E il fucilone del nero sputerà virus.

Qui trovate un bel numero di immagini della produzione, mentre al 6° minuto di questo video inizia una sequenza di due minuti con materiale tratto dal film. La scimmia a vapore per sta pellicola ha la pressione discretamente alta, unico problema è che non ne trovo traccia su IMDB . Sperem.

*L'immagine potrebbe non fischiare realmente.

venerdì 16 gennaio 2009

Korgoth of Barbaria


Ideato da Aaron Springer e Genndy Tartakovsky, creatori tra gli altri di Dexte's Laboratory, Spongebob, Samurai Jack e le Superchicche, Korgoth è la parodia dello sword and sorcery che vede in Conan il suo principale esponente e poi uno stuolo di epigoni lungo come la fava di Ron Jeremy.

Violenza insensata e divertente, situazioni ridicole e dissacranti e una colonna sonora heavy metal, che altro chiedere?

L'unico problema è che ne hanno prodotto solo un pilota, la buona notizia è che lo potete vedere su youtube, con tanto di sottotitoli.





giovedì 21 agosto 2008

Bruno Bozzetto alle Olimpiadi di Pechino

Se seguite le Olimpiadi su Rai2 vi sarà capitato di vedere i corti animati ideati da Bruno Bozzetto dedicati ai giochi. Se non li avete visti, vedeteveli che fanno riderissimo.



Nonostante l'essenzialità del disegno sono di una violenza non dissimile a quella degli Happy Three Friends.

Il mio preferito è quello del salto con l'asta, ma pure il pattinaggio su ghiaccio non scherza un tubone.