Necessari spirito di gruppo e senso dell'umorismo sviluppato.
Humorismo e Homicidio, mai connubio fu più caro agli dei.
Immagini tratte da BATMAN #321 scritto da Len Wein e disegnato a Walt Simonson che trovate in questa raccolta anni '80.
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lunedì 12 gennaio 2009
sabato 30 agosto 2008
All Star Batman and Robin the boy wonder di Miller & Lee
All Star Batman and Robin scritto da Frank Miller e disegnato da Jim Lee o ti fa cagare immensamente o ti piace da impazzire. Io faccio parte della seconda squadra perché per quanto mi riguarda questa serie, al punto in cui è arrivata, non è altro che una presa per il culo dall'inizio alla fine del fumetto di supereroi post Watchmen ma soprattutto post Dark Knight Returns. Quell'approccio grim n gritty che ha visto gli eroi diventare violenti, brutali, trombaioli e "realistici" e che alla lunga ha sfracellato gli zebedei un po' a tutti.
E chi poteva sfottere questo tipo di storie e atmosfere se non uno che ne ha aperto le porte e che è stato omaggiato, copiato e seguito negli ultimi 20 anni come fosse Leonida alle termopoli?
Miller decide quindi di spingere il piede su tutti quegli aspetti che hanno reso affascinate il DKR portandoli all'estremo regalandoci un Bats dichiaratamente sociopatico e psicotico, dedito alla violenza perché sotto sotto gli piace picchiare i cattivi e renderli invalidi, che non disdegna dare due cappellate a Black Canary sotto la pioggia torrenziale subito dopo aver spezzato ossa a un gruppo di ladri. E non parliamo del fatto che rapisce Dick Grayson e inizia a lavargli il cervello per renderlo il suo Robin "dalla grande bocca e dalle mani veloci".
Nella serie inoltre si trovano robustissime dosi di Sin City. Penso alla raffigurazione delle donne come guerriere senza scrupoli e dal sex-appeal fortissimo, più vicine alle signore come Gail che alle eroine classiche.

Ma le vicinanze con Sin City secondo me non si fermano li. Questo All Star Batman che gode nel pestare poliziotti corrotti e far correre la propria Batmobile a tavoletta sulle colline subito fuori da Gotham City non è altro che Marv con il cappuccio calato in testa. La gioia nel poter dare libero sfogo ai suoi demoni interiori incrinando vertebre è la stessa che prova Marv nel cercare la propria vendetta.
Questa bastardizzazione viene poi intervallata con robustissime dosi di umorismo. Prendete a esempio la lunga sequenza "al limone" che vede Bats affrontare lanterna verde, o ancora meglio la rappresentazione di Superman che corre sulle acque dell'Atlantico, beffato da Bruce:
E' tutta una grandissima farsa che se stenta a partire nei primi due albi, obiettivamente lenti e troppo decompressi, inizia a ingranare alla grande dal terzo in poi e irride tutto e tutti per un motivo semplicissimo:
Clicca il maledetto BatmanOra sostituite Goddamn Batman con Goddamn Miller e entrerete nell'ottica giusta per godervi questa pagliacciata.
Le immagini sono tratte da All Star Batman and Robin the Boy Wonder Vol 1 edito dalla DC Comics.
Le immagini sono tratte da All Star Batman and Robin the Boy Wonder Vol 1 edito dalla DC Comics.
martedì 19 agosto 2008
martedì 24 giugno 2008
Gosh Batman, escono dalle fottute pareti!
Momenti bizzarri nelle storie di Batman, reperto 2:

Quando si dice sbattere la faccia contro il muro...
Immagine tratta da Batman Showcase Vol. 2

Quando si dice sbattere la faccia contro il muro...
Immagine tratta da Batman Showcase Vol. 2
domenica 1 giugno 2008
La domenica di Comicsblog.it #5
Bentornati per una nuova selezione dei post più sfiziosi della scorsa settimana di Comicsblog.it!
Non posso iniziare se non con il secondo episodio di Italian Spiderman dal finale foriero di novità.
Magari vi piace, magri non sapete chi sia, magari la odiate, fatto sta che Emily la Stramba sta per arrivare al cinema.
Online il primo numero di Gemini, supereroe senza saperlo.
E' uscito il primo volume dedicato alla ristampa completa di Hitman, più di 500 pagine a colori per 25 €. Speriamo nella traduzione...
E a proposito di film, anche L'Eternauta sbarcherà in sala, incrociamo le dita.
Un interessante quesito posto da Brian Wood sul formato dei comics americani.
E per finire una parodia porno dedicata a Batman. Devo riuscire a procurarmela, promette faville.
Non posso iniziare se non con il secondo episodio di Italian Spiderman dal finale foriero di novità.
Magari vi piace, magri non sapete chi sia, magari la odiate, fatto sta che Emily la Stramba sta per arrivare al cinema.
Online il primo numero di Gemini, supereroe senza saperlo.
E' uscito il primo volume dedicato alla ristampa completa di Hitman, più di 500 pagine a colori per 25 €. Speriamo nella traduzione...
E a proposito di film, anche L'Eternauta sbarcherà in sala, incrociamo le dita.
Un interessante quesito posto da Brian Wood sul formato dei comics americani.
E per finire una parodia porno dedicata a Batman. Devo riuscire a procurarmela, promette faville.
domenica 4 maggio 2008
La domenica di Comicsblog.it #1
Non è detto che leggiate tutti i giorni Comicsblog (male!) quindi ecco una selezione di alcuni post della settimana passata giusto per rallegrarvi la domenica. Potrebbe diventare un appuntamento fisso.
Nuovo trailer di The Dark Knight, e la folla va in delirio.
Forse non tutti sanno che a Lex Luthor piace da impazzire il burro di noccioline.
Un tatuaggio dice più di mille parole, molte delle quali rimano con "ARGH!".
Questa settimana è uscito Iron Man al cinema, potevamo non parlarne? Qui e qui due post del mio prode collega Simone.
Fan di Batman con molto tempo libero creano un gran bel trailer (e io prendo una cantonata mica da ridere).
Ovviamente c'è molto altro ma per scoprirlo dovete girarvi il blog. Buona lettura!
Nuovo trailer di The Dark Knight, e la folla va in delirio.
Forse non tutti sanno che a Lex Luthor piace da impazzire il burro di noccioline.
Un tatuaggio dice più di mille parole, molte delle quali rimano con "ARGH!".
Questa settimana è uscito Iron Man al cinema, potevamo non parlarne? Qui e qui due post del mio prode collega Simone.
Fan di Batman con molto tempo libero creano un gran bel trailer (e io prendo una cantonata mica da ridere).
Ovviamente c'è molto altro ma per scoprirlo dovete girarvi il blog. Buona lettura!
domenica 27 aprile 2008
Momenti bizzarri nelle storie di Batman
Forse devi smetterla coi porno, ma questa scena pare avere un significato sottinteso solo a me?
Il Joker, travestito da Charlot, compie una rapina in una banca mentre si fa riprendere da un paio di complici per vincere un concorso cinematografico indetto da un riccone appassionato di commedie ed entrare così nella sua villa per compiere un furto.
"Ma capo" gli chiede uno scagnozzo "perché non siamo semplicemente entrati di nascosto?"
"Avrei potuto, ma essere invitati da lui e poi derubarlo, questo è ironico!"
Brillante.
Tratto da Showcase Presents Batman Vol. 1, dove le storie di Batman iniziano ad assumere le stesse sostanze dei suoi autori.
Il Joker, travestito da Charlot, compie una rapina in una banca mentre si fa riprendere da un paio di complici per vincere un concorso cinematografico indetto da un riccone appassionato di commedie ed entrare così nella sua villa per compiere un furto.
"Ma capo" gli chiede uno scagnozzo "perché non siamo semplicemente entrati di nascosto?"
"Avrei potuto, ma essere invitati da lui e poi derubarlo, questo è ironico!"
Brillante.
Tratto da Showcase Presents Batman Vol. 1, dove le storie di Batman iniziano ad assumere le stesse sostanze dei suoi autori.
venerdì 4 aprile 2008
Batman, il Modello T, macchine stregate e Joe R. Lansdale
Recentemente ho parlato de La lunga notte della vendetta, il romanzo di Lansdale con protagonista Batman che mi ha deluso non poco, qui il post. Avevo detto che sarei tornato sulla figura del cattivaccio del romanzo, una macchina nera animata e assetata di sangue.
Nelle settimane precedenti e successive la lettura del romanzo, il caso ha voluto che incappassi in altre storie a fumetti e non che ruotano intorno al tema tutt'altro che nuovo della macchina infernale o posseduta.
Riallacciandomi direttamente a Batman ho avuto modo di leggere una storia del 1965 scritta da Gardner Fox in cui il cattivone The Outsider tenta di piegare Batman rivoltandogli contro tutti i suoi gadget fighissimi animandoli grazie all'originario acido nucleico che aveva dato origine alla vita sulla terra e che è riuscito a trovare in fondo al mare. Beccatevi questa, creazionisti.
Nelle settimane precedenti e successive la lettura del romanzo, il caso ha voluto che incappassi in altre storie a fumetti e non che ruotano intorno al tema tutt'altro che nuovo della macchina infernale o posseduta.
Riallacciandomi direttamente a Batman ho avuto modo di leggere una storia del 1965 scritta da Gardner Fox in cui il cattivone The Outsider tenta di piegare Batman rivoltandogli contro tutti i suoi gadget fighissimi animandoli grazie all'originario acido nucleico che aveva dato origine alla vita sulla terra e che è riuscito a trovare in fondo al mare. Beccatevi questa, creazionisti.
Comunque, come vi farà intuire la copertina qui sopra di Detective Comics 340, tra i vari gadget animati si trova anche la Batmobile che tenta in tutti i modi di stirare Bats e Robin arrivando addirittura a correre su per un muro perpendicolare, una scena che ricorda molto da vicino una delle scene più spettacolari e impossibili del romanzo di Lansdale. Ad ogni buon conto qui sotto ecco la tavola tratta dal fumetto.
Manco a dirlo Bats riuscirà ad avere la meglio sulla Batmobile (e sui bat-a-rang e sulle suppellettili della batcaverna, cancellata in acciaio compresa) e salvare la pellaccia, ma non riuscirà ad acciuffare The Outsider, il marrano.
Manco a dirlo Bats riuscirà ad avere la meglio sulla Batmobile (e sui bat-a-rang e sulle suppellettili della batcaverna, cancellata in acciaio compresa) e salvare la pellaccia, ma non riuscirà ad acciuffare The Outsider, il marrano.
Insomma, le similitudini tra le due storie mi sembrano evidenti.
Sempre nel mondo dei fumetti mi sono imbattuto nella divertente storia breve intitolata ...Gregory aveva una Modello - T, apparsa originariamente sulle pagine di Weird Science numero 7 del 1951 e ristampata in italiano dalla 001 Edizioni sul secondo volume dedicato alla fondamentale pubblicazione della EC Comics.
Scritta da Harvey Kurtzman vede una Modello T prendere vita ricambiando l'amore del proprio proprietario alla morte di questo, riportandone a casa il cadavere quando soffre un infarto, e dando una bella lezione ai giovinastri d'oggi degli anni '20 in cui è ambientata, quei drogati con il loro charleston.
Ultimo fortuito incontro è stato il racconto Il fantasma di una Modello T, apparso originariamente nel 1975 negli USA e letto da me nell'edizione italiana del 2001, la raccolta Nuove avventure nell'ignoto nella collana Urania millemondi.
In questo racconto malinconico e lieve l'autore Clifford D. Simak ci mostra una Moello T che, guidandosi da sola, trasporta il suo anziano proprietario in un tuffo nel passato in cui incontrerà un vecchio amico ormai morto da tempo.
Nuovamente le similitudini balzano all'occhio.
Ignoro se la storia di Kurtzman apparsa su Weird Science sia la prima storia con una macchina stregata-posseduta-animata, è di sicuro la più vecchia che mi sia mai capitato di leggere e dato il poker di storie mi pareva interessante sottolinearne i vari rimandi.
Si lo so a cosa state pensando: Herbie? Christine?
Il primo non lo vedo da almeno 15 anni e per quanto riguarda la creazione del Re non ho mai avuto modo di leggerla ne di vederne la trasposizione cinematografica.
In ogni caso se vi vengono in mentre altre storie a base di auto possedute, magari precedenti a quella di Kurtzman, lasciate un commento.
venerdì 21 marzo 2008
Batman - La lunga strada dell vendetta - Joe R. Lansdale
Scritto da Joe R Lansdale, protagonista Batman.
Un libro che sulla carta ( :v ) aveva le potenzialità del capolavoro per appassionati mi ha lasciato in realtà piuttosto freddo facendomi però riflettere sulle difficoltà nell'utilizzare personaggi noti e dalla lunga tradizione.
Lansdale imbastisce una storia vicina alle proprie corde in cui pulp, horror e investigazione si amalgamano bene sfruttando in maniera interessante la tematica totemica di matrice pellerossa e tratteggiando un cattivo che seppur sa di già visto nella sua natura non è troppo banale nella sua combattuta psicologia.
Trattandosi di Lansdale i dialoghi riescono a essere spesso molto divertenti e in generale sempre brillanti.
Cosa quindi non mi ha sfagiolato del romanzo? Semplicemente il Batman tratteggiato da J.R. è lontano dalla mia personale sensibilità, il che è una questione squisitamente soggettiva, però a mio avviso il Cavaliere Oscuro ha pure poco peso all'interno dell'economia della storia. Vedo di spiegarmi.
Il primo punto ci può stare perfettamente: Lansdale riprendere un Batman molto vicino alla sensibilità anni '50-'60 quando il Crociato incappucciato era un membro onorario della polizia(A), faceva parte del Club Degli Investigatori(B) e partecipava ai pic-nic cittadini(C). Era insomma una figura lontana dal Batman post-Miller (ma anche post-Adams) che mi ha brasato il cervello da adolescente, una figura più vicina alla gente e che risulta antiquata e poco credibile al di fuori di operazioni metacazzeggianti e nostalgiche come ad esempio il Tom Strong di Moore. Aggiungere un diario personale in cui Bruce si lamenta come l'ultimo degli emostronzi non mi ha aiutato nella suspension of disbilief.
Ma come detto, questione di gusti.
Altri aspetti invece mi sembrano più legati alla struttura del romanzo, a partire da una scarsa presenza del Cavaliere Oscuro che appare (vado a memoria, chiedo perdono) intorno alla 50esima pagina e continua a latitare per buona parte del romanzo, lasciando il campo al co-protagonista, al cattivaccio e a una discreta corte di comparse. Personaggi tutt'altro che scialbi o inutili, ma se ho comprato un romanzo con in copertina un pipistrello stilizzato é perché volevo una storia di Batman, non le sciamaniche disavventure di un pellerossa depresso.
Non si tratta nemmeno di un'assenza che aumenta l'aura di mistero, attesa e timore reverenziale nei confronti del Pipistrello, al punto che in una breve sequenza il buon vecchio Batman accompagna una ragazza madre appena salvata a comprare i pannolini per il suo bambino.
Lo strafottuto Batman entra in un minimarket e compra dei pannolini per bambino. Sembra l'inizio di una barzelletta e vi assicuro vorrei lo fosse.
Non è comunque un disastro completo. Lansdale da il giusto peso alla parte investigativa della vicenda, sottolineando un aspetto che troppo spesso pare dimenticato da chi si trova a scrivere le storie del più grande detective del mondo. Inoltre il ritmo generale del romanzo è incalzante e non ha praticamente momenti di noia, ma questo trattandosi di Lansdale non è una sorpresa.
Come non sono una sorpresa il generale senso dell'assurdo e del grottesco che si avverta lungo l'avvicendarsi della storia ne i dialoghi frizzanti e ben congegnati.
Ma è nuovamente sui dialoghi che, secondo me, Lansdale mostra la sua difficoltà a trattare Batman e i personaggi di raccordo come sono e non come sarebbero se fossero stati ideati da lui. Qui sotto trovate un paio di scambi tra Batman e il fido maggiordomo Alfred, un momento tipico del canone batmaniano in cui il rapporto in bilico tra l'amicale e il paterno tra i due viene spesso a galla attraverso frecciate di Alfred indirizzate a Padron Bruce.
Personalmente mi pare che Lansdale sbraghi calcando troppo la mano e passando dall'ironico al comico, con un Alfred troppo compiaciuto.
Lettura quindi a suo modo istruttiva perché, forse a causa del suo essere un romanzo autocnclusivo, fa saltare all'occhio più di molti fumetti i problemi che si devono affrontare quando ci si trova a scrivere un personaggio istituzionalizzato e seriale.
Nei prossimi giorni conto di ritornare sulla natura del cattivone del romanzo.
Un libro che sulla carta ( :v ) aveva le potenzialità del capolavoro per appassionati mi ha lasciato in realtà piuttosto freddo facendomi però riflettere sulle difficoltà nell'utilizzare personaggi noti e dalla lunga tradizione.
Lansdale imbastisce una storia vicina alle proprie corde in cui pulp, horror e investigazione si amalgamano bene sfruttando in maniera interessante la tematica totemica di matrice pellerossa e tratteggiando un cattivo che seppur sa di già visto nella sua natura non è troppo banale nella sua combattuta psicologia.
Trattandosi di Lansdale i dialoghi riescono a essere spesso molto divertenti e in generale sempre brillanti.
Cosa quindi non mi ha sfagiolato del romanzo? Semplicemente il Batman tratteggiato da J.R. è lontano dalla mia personale sensibilità, il che è una questione squisitamente soggettiva, però a mio avviso il Cavaliere Oscuro ha pure poco peso all'interno dell'economia della storia. Vedo di spiegarmi.
Il primo punto ci può stare perfettamente: Lansdale riprendere un Batman molto vicino alla sensibilità anni '50-'60 quando il Crociato incappucciato era un membro onorario della polizia(A), faceva parte del Club Degli Investigatori(B) e partecipava ai pic-nic cittadini(C). Era insomma una figura lontana dal Batman post-Miller (ma anche post-Adams) che mi ha brasato il cervello da adolescente, una figura più vicina alla gente e che risulta antiquata e poco credibile al di fuori di operazioni metacazzeggianti e nostalgiche come ad esempio il Tom Strong di Moore. Aggiungere un diario personale in cui Bruce si lamenta come l'ultimo degli emostronzi non mi ha aiutato nella suspension of disbilief.
Ma come detto, questione di gusti.
Altri aspetti invece mi sembrano più legati alla struttura del romanzo, a partire da una scarsa presenza del Cavaliere Oscuro che appare (vado a memoria, chiedo perdono) intorno alla 50esima pagina e continua a latitare per buona parte del romanzo, lasciando il campo al co-protagonista, al cattivaccio e a una discreta corte di comparse. Personaggi tutt'altro che scialbi o inutili, ma se ho comprato un romanzo con in copertina un pipistrello stilizzato é perché volevo una storia di Batman, non le sciamaniche disavventure di un pellerossa depresso.
Non si tratta nemmeno di un'assenza che aumenta l'aura di mistero, attesa e timore reverenziale nei confronti del Pipistrello, al punto che in una breve sequenza il buon vecchio Batman accompagna una ragazza madre appena salvata a comprare i pannolini per il suo bambino.
Lo strafottuto Batman entra in un minimarket e compra dei pannolini per bambino. Sembra l'inizio di una barzelletta e vi assicuro vorrei lo fosse.
Non è comunque un disastro completo. Lansdale da il giusto peso alla parte investigativa della vicenda, sottolineando un aspetto che troppo spesso pare dimenticato da chi si trova a scrivere le storie del più grande detective del mondo. Inoltre il ritmo generale del romanzo è incalzante e non ha praticamente momenti di noia, ma questo trattandosi di Lansdale non è una sorpresa.
Come non sono una sorpresa il generale senso dell'assurdo e del grottesco che si avverta lungo l'avvicendarsi della storia ne i dialoghi frizzanti e ben congegnati.
Ma è nuovamente sui dialoghi che, secondo me, Lansdale mostra la sua difficoltà a trattare Batman e i personaggi di raccordo come sono e non come sarebbero se fossero stati ideati da lui. Qui sotto trovate un paio di scambi tra Batman e il fido maggiordomo Alfred, un momento tipico del canone batmaniano in cui il rapporto in bilico tra l'amicale e il paterno tra i due viene spesso a galla attraverso frecciate di Alfred indirizzate a Padron Bruce.
Personalmente mi pare che Lansdale sbraghi calcando troppo la mano e passando dall'ironico al comico, con un Alfred troppo compiaciuto.
Lettura quindi a suo modo istruttiva perché, forse a causa del suo essere un romanzo autocnclusivo, fa saltare all'occhio più di molti fumetti i problemi che si devono affrontare quando ci si trova a scrivere un personaggio istituzionalizzato e seriale.
Nei prossimi giorni conto di ritornare sulla natura del cattivone del romanzo.
sabato 1 dicembre 2007
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