venerdì 25 gennaio 2013

Grazie per i vostri spunti sul cancro.

Voglio ringraziarvi per tutte le storie che mi avete segnalato in risposta al post su "narrativa e tumore", quello che ho scritto qua.

Avete tirato fuori titoli che non avevo mai sentito nominare, storie che mi ero dimenticato e altre che conosco ma che a ben pensarci meritano una seconda visione.

Vi siete fatti vivi qua sul blog, sui miei account di twitter qua, su G+ qua, su Facebook.

Alcuni si sono presi la briga di scrivermi via mail preferendo rimanere anonimi.

A questi ultimi un grazie particolare perché in un paio di casi si tratta di persone che ci sono passate o ci stanno passando. 

So che parlarne è, per molti, difficile, doloroso e in un certo senso aumenta la paura.

E' uno dei motivi che mi spinge a studiare meglio come venga rappresentato il cancro, perché penso che molti potrebbero vivere in maniera un filo più serena questa esperienza se venisse raccontata in maniera diversa. 

Non so quanto riuscirò a cavare da questo progetto, ne quanto tempo ci vorrà.

Per cui preferisco dirvi subito grazie per i vostri suggerimenti. E se in futuro ne scopriste di nuovi, fatevi sentire.

venerdì 18 gennaio 2013

Cerco storie finte su malati di cancro


Il titolo non è dei migliori ma desidero essere molto chiaro. Mi limito ai malati di cancro perché ci sono passato pure io. 

Dico finte perché in questo caso non cerco testimonianze dirette o indirette di casi veri. Mi interessano anche quelle, ma ora come ora mi servono storie di fiction.

Ovvero: se avete visto film o telefilm con protagonisti malati di cancro, fatemi sapere i titoli. Non importa che sopravvivano o muoiano, che siano giovani o vecchi, maschi o femmine. Mi interessa che il malato sia il centro della storia. 

Perché storie di fiction? Perché voglio studiarmi meglio, avendo sotto mano esempi, come vengono rappresentati il malato, la malattia e quanto sta loro attorno.

Il motivo di questa ricerca è che trovo che la malattia, intesa in senso lato, e il malato vengano dipinti spesso in maniera stereotipata. Questo sia nella fiction, che nel giornalismo. Però per questa volta mi concentro sulla rappresentazione nella fiction.

Non ho mai potuto soffrire un certo modo o paternalistico e vittimistico o al contrario eroico e santificatorio con cui viene dipinto chi subisce una malattia grave. Mi ha sempre fatto venire i nervi da che ricordi, perché trovo che manchi di rispetto a chi subisce certe sfighe, oltre a dare una visione parziale di come si vive la malattia. 

Tutto questo è stato esacerbato dal mio aver avuto il cancro due volte (scriverlo al passato è una sensazione un po’ strana) perché ora posso filtrare tutto con l’esperienza diretta. Non che sentissi la mancanza di questo punto di vista, ma di sicuro mi porta a vedere le cose con più completezza di prima e farmi saltare all’occhio modalità espressive sul cancro che trovo scorrette se non deleterie.

“La terribile malattia” “Un male incurabile” “Lo spiegato killer cellulare” quando sarebbe più informativo un semplice “Cancro”.

Per cui se avete visto una storia che vi ha particolarmente colpito, in positivo o negativo, per favore fatemi sapere il titolo.

Film come “50/50” o “Wit” li ho già visti e li rivedrò.  Mi vengono in mente episodi singoli di telefilm come il “Dr. House”, o quelli dedicati alla malattia del Dr. Green in “E.R.”. Ce ne sono di sicuro altri che non ricordo, o che non ho mai visto, come “The Big C”.

Se vi ricordate l’episodio esatto del telefilm di riferimento, meglio. Sennò cercate di descriverlo meglio che potete.

Se avete letto fumetti sull’argomento, segnalatemi. 

Per ora non ho intenzione di analizzare anche la narrativa, perché voglio concentrarmi sull’uso delle immagini e non solo della parola scritta. Non è detto che prima o poi allarghi il campo. Cosa che sarà necessaria in caso voglia stringere il campo al giornalismo.

Vi ringrazio già ora e in caso non vi vengano in mente titoli, linkate il post ad altri amici. So che l’argomento non è tra quelli di cui si ha voglia di parlare. Ma questo è proprio uno dei punti che mi interessa: capire quanto a rendere fastidioso l’argomento cancro sia la malattia in se, e quanto il modo e la maniera in cui viene rappresentato lo mostrino peggio di quanto sia.

Non che di suo sia una malattia puccettosa eh, ma descriverla solo come un mostro imbattibile non mi pare possa essere utile a nessuno.

Grazie.

lunedì 31 dicembre 2012

Lo scaffale dei ricordi futuri - O del perché nel 2013 non comprerò libri


Fin da ragazzino ho sempre comprato libri usati. Costano (quasi) sempre poco e scopri spesso chicche inaspettate. Ne parlai qua tempo addietro.

Oltre all'usato, sfrutto spesso le offerte spinte ciclicamente dalle librerie, che si tratti di compri tre paghi due o percentuali di sconto da far venire l'acquilina in bocca. E poi ci sono le librerie remainders piene di piccole gemme. Per non parlare della cuccagna infinita che mi si è aperta davanti da quando ho imparato l'inglese, ho una connessione a internet e una carta di credito. 

Questo per dire che leggere molto spendendo poco è molto facile, se hai voglia di sbatterti un minimo.

Vi è solo un problema: per non farmi scappare occasioni, tendo a comprare ben prima di aver terminato quello che sto leggendo. Se avete mai cercato un libro usato sapete benissimo cosa significhi non comprarlo appena lo trovate su un banchetto. Vi dite "Ah, torno dopo pranzo che ora non ci ho i soldini!" ma in cuor vostro sapete che quelle pagine staranno già filtrando nei pensieri di qualcun'altro mentre voi azzannate un panino che sa di cartone. Ergo compro appena trovo.

Per una serie di motivi intraprendenti, lo scaffale dei ricordi futuri quest'anno è arrivato a un peso imbarcante. Sfruttando un recente cambio di librerie li ho messi in ordine. Il caso ha voluto che i libri da leggere siano 52. Ci ho pure fatto una foto.

Anni di Tetris danno i loro frutti.
Significa che posso godermi il lusso di leggere un libro diverso alla settimana e arrivare alla fine del 2013 senza sborsare un euro. Che in tempo di crisi può non essere un brutta cosa. 

mercoledì 7 novembre 2012

Movember - Cresciti il baffo e parla di cancro

C'è un'organizzazione no-profit che va per il nome Movember. Il nome è la crasi tra November e Moustache (baffo). I partecipanti smettono di radersi il primo novembre per farsi crescere i baffi per il resto del mese. L'idea è di informare e raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e ai testicoli.

Ora, all'italiano medio non piace uscire i soldi. Mai. Per cui se non avete voglia di fare una donazione, per lo meno potete informarvi un po' sulla prevenzione del cancro alla prostata e ai testicoli.

Per quanto riguarda quello ai testicoli vi rimando al post dell'anno scorso, ci trovate due video che trovo interessanti, informativi e chiari sull'autopalpazione. Ingoiate eventuali paure e buttateci un occhio. La prevenzione aiuta e in molti casi salva. Il post coi video è qua. Le mani ce le avete e ora sapete come usarle non solo per grattarvi e farvi i rasponi.

Controllare la prostata da soli è invece difficile se non impossibile, data la sua sede. Non sai dove si trova? C'abbiamo le immagini, direttamente da Wikipedia:

Sulle note di---> The time has come to Push the button

Mi pare chiara e facile da capire. La dove l'indice pigia con delicata sicurezza, la prostata giace paciosa e pronta a produrre liquido seminale. Ho scelto quella con tanto di mano guantata perché so benissimo che l'idea di farsi infilare un dito in culo, a meno che non si tratti di camera da letto, non piace a nessuno. Già andare dal dottore mette tutti in agitazione, sapere che poi ci dovrà massaggiare la prostata per saggiarne la consistenza può essere, per alcuni, troppo da ingoiare.

Però, siamo adulti, comportiamoci come tali. E poi, magari siete dotati di grande mobilità articolare e riuscite a farcela da soli senza slogarvi una spalla o il polso. Ma anche riuscendoci, non so quanto sareste in grado di capire al tatto se la vostra prostata è sana o meno. Per cui, fidatevi del vostro dottore e apritevi a lui.

Il cancro alla prostata tendenzialmente viene agli uomini over-50. Se siete giovani, invece di bullarvi, pensate ai vostri padri. Si, ci si imbarazza bla bla bla. Lo ripeto, o vi comportate da adulti, o non rompete i coglioni. Comprendo la paura, ma non giustifico l'infilare la testa sotto la sabbia. Parlatene e ditegli di parlarne col dottore di casa.

Ma tornando a Movember. Dato che la mia barba cresce con la rapidità delle file d'attesa alle poste, temo che a fine novembre più che un baffo avrò un terzo sopracciglio tra naso e bocca. Per cui mi sono premunito di aiuto posticcio da usare alla bisogna. Francamente, sto da dio:




Vedremo il primo dicembre che vergogna tricotica mi sarà spuntata. Nel frattempo, cercate info il più possibile corrette e fatele girare. E' utile e non costa nulla.

lunedì 27 agosto 2012

[NSFW] Interessante come guardare il fango che s'asciuga.

"It's like watching paint* dry" dicono gli americani per indicare un evento estremamente noioso. Non so se ci sia un corrospettivo preciso in italiano. Però, come sempre, l'interesse sta negli occhi di chi guarda. O nella superficie che si asciuga. Giudicate voi.



La modella si chiama Yara, nel remoto caso vogliate approfondire la conoscenza.

Remoto. Heh.

*Si lo so, paint non significa fango. E voi vi fissate su particolari insignificanti come il vostro pene.

domenica 26 agosto 2012

Good luck, Mr. Gorsky - RIP, Mr. Armstrong

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo della morte di Neil Armstrong: un corto animato che vidi anni fa in televisione.

Leggenda* vuole che Armstrong disse la frase "Good Luck, Mr. Grosky!" quando si trovava dal lato non pinkfloydiano della luna. Un corto animato illustra quello che pare sia stato l'arcano dietro alla frase di Neil.

Purtroppo non lo trovo su Youtube, per cui vi tocca andare a questo link e guardarvelo con uno streaming un po' scricchiolante. Si vede poco ma c'è l'opzione a tutto schermo, in alto a destra dello streaming.

*Ma a questo punto preferite credere alla leggenda divertente, o scoprire la banale verità?.

lunedì 16 luglio 2012

Prove tecniche di piegamenti sulla verticale - Handstand, ci sto arrivando.

Tra le cose che voglio imparare a fare quest'anno, ci sono i piegamenti fatti sulla verticale. Da qualche tempo sto lavorando alla forza necessaria per riuscirci, con un esercizio che gli ammerigani chiamano pike-push up. Lo vedete nell'immagine qua sotto:

Maglia della salute. A righe orizzontali. Chissà il pigiama con la patella sul culo.
Ma la forza è solo uno dei fattori da tenere sotto controllo. L'altro enorme ostacolo è l'equilibrio necessario a rimanere in posizione a testa in giù in maniera stabile. E questo lo si può imparare solo mettendosi sulle mani e provando l'handstand, cioè la verticale.

Ingoiando la paura di spaccarmi le spalle o rompermi il muso scivolando, un paio di giorni fa ho provato a fare la verticale e questo è il risultato:

Ficcherò gli alluci nei faretti, me lo sento.

Si, nella foto sono io. Ora, chiamarla verticale è un'insulto a qualsiasi ginnasta, acrobata o anche bimba di 10 anni che si diverte a farla deridendomi con giustezza. Primo perché per arrivare alla posizione che vedete in foto mi sono aiutato "camminando" sull'armadio che si trova in faccia a me. Secondo perché alla fine della risalita sono rimasto poggiato per qualche secondo con culo e gambe contro la parete alle mie spalle. Terzo perché ora come ora riesco a staccare dal muro solo gambe e culo, mentre le spalle rimangono ancora adese alla parete. E a occhio direi che le braccia sono fuori asse dalle spalle e dal resto del corpo, il che oltre a essere sbagliato immagino non faccia nemmeno benissimo all'articolazioni.

Però da qualche parte bisogna pur cominciare. Poi si tratta solo di fare un passo alla volta. Sulle mani. Per ora riesco a mantere quest'obbrobbrio di posizione per circa 5-6 secondi. Vediamo come andrà nelle prossime settimane. Tanto finché non riesco ad arrivare a una verticale davvero verticale e a tenerla per una 30ina di secondi, credo non tenterò mai di fare un push-up.

Se non mi slogo tutto vi tengo aggiornati.