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venerdì 8 febbraio 2013

Timecrimes - Los Cronocrìmenes

 Un piccolo film spagnolo dedicato al viaggio nel tempo. Budget scarsissimo, quasi totale assenza di effetti speciali, quattro attori, praticamente due location. Fantascienza con poca azione, per certi versi un film intimista. E, indovina un po’ mio amico sveglione, parlo di un film che ho già visto, per cui potrei spoilerare. O forse no.

SPOILER!
Hector e sua moglie stanno finendo il trasloco in una nuova villetta isolata. Hector si diverte a osservare i dintorni con un binocolo. Vede un silo di cui non conosce il contenuto e una bella ragazza nel bosco, che gli mostra le tette. Quando la moglie si assenta, Hector va in avanscoperta. Si ritrova braccato da un uomo col volto celato da bende rosa. Cerca rifugio nel silo. Si ritrova sbalzato indietro nel tempo.

Il film dura poco meno di 90 minuti e li sfrutta tutti, mantenendo un ritmo bello pimpante, e riducendo al minimo gli spiegoni inevitabili quando si parla di viaggio nel tempo.


"Ecco come funziona uno spoiler"
Data la premessa, ci viene presentato il classico paradosso temporale visto e stravisto in varie declinazioni filmiche. 

Però a rendere il film a mio avviso interessante non è tanto la componente legata alla logica e credibilità (o meno) del viaggio temporale, ne i colpi di scena che lo costellano.

 Quello che mi è piaciuto molto è come il regista/sceneggiatore renda palpabile la montante disperazione che Hector prova quando si trova a viaggiare nel tempo per rimettere ordine ai propri casini. Perché Hector non ha nulla dell’eroe d’azione: è di mezza età, c’ha la panza, i capelli scarseggiano ed è tutt’altro che una mente brillante. Però lungo la storia mostra comunque una determinazione crescente quando capisce di dover salvare ciò che ama.


"Fottuto spoiler, ti inculerò a sangue."

Così se all’inizio la storia pare quasi una commedia, con Hector che va in cerca di tette al vento, andando avanti (e indietro nel tempo), i toni si mischiano col thriller, con lo slasher e alla fine ci si impantana in territori foschi di fatalismo. Ogni tanto si ride, ma alla fine quello che rimane è la disperazione quieta di un uomo che ha provato a correggere gli errori del proprio passato, fallendo. 

"Ti dico che è là, dopo le tette!" "Non vedo nessuno spoiler, sveglione."


Per cui se cercate un film più vicino alle logiche action hollywoodiane, andate a vedere Looper che non è affatto male e ha un paio di punti di contatto con Timecrimes. Poi se siete curiosi recuperatevi questo, se non altro per vedere come da premesse simili si possano tirare fuori due storie molto diverse per tono e atmosfere. E se vi ispira, per ora lo trovate persino su Youtube:

lunedì 2 maggio 2011

Babel 17 - Samuel R. Delany

It's a port city.

Here fumes rust the sky, the General thought. Industrial gases flushed the evening with oranges, salmons, purples with too much red. West, ascending and descending transports, shuttling cargoes to stellarcenters and satellites, lacerated the clouds. It's a rotten poor city too, thought the General, turning the corner by the garbage-strewn curb.

Since the Invasion six ruinous embargoes for months apiece had strangled this city whose lifeline must pulse with interstellar commerce to survive. Sequestered, how could this city exist? Six times in twenty years he'd asked himself that. Answer? It couldn't.

Panics, riots, burnings, twice cannibalism--



giovedì 16 dicembre 2010

Leslie Nielsen sul Pianeta Proibito

"Ed: Non è così che deve morire un uomo.
Frank: Hai ragione Ed. Un paracadute che non si apre. Questo è un bel modo di morire. O restare intrappolato tra gli ingranaggi di una macchina. O un lappone che con un morso ti strappa le palle! È così che me ne voglio andare." Da Una pallottola Spuntata.

Di Leslie Nielsen giornali e tv hanno ricordato solo la sua carriera comica. Ora, è vero che bene o male è grazie ai film con il trio Zucker Abrahams Zucker che Leslie è entrato nella storia del cinema e sopratttuto in quella della commedia, però che nessuno tra i commentatori abbia fatto cenno alla sua carriera precedente è un peccato. Se non altro perché prima di essere il tenente Drebin della squadra di polizia, è stato il comandante John J. Adams in Il Pianeta Proibito.

La storia in breve: la missione di salvataggio capitanata da Adams giunge su Altair IV in cerca dei sopravvissuti di una precedente missione esplorativa. Qui trovano il Dr. Morbius (nome bellissimo), sua figlia adolescente Alta (bellissima di suo) e il loro robot tuttofare Robby (mio padre ce lo aveva da bimbo). Oltre a una misteriosa creatura invisibile che attacca la nave di Adams e i suoi uomini…

Il film mostra tutti i suoi anni però continua ad affascinarmi grazie a due aspetti particolari. Da una parte la creatura invisibile a caccia di persone (che si scopre essere nient'altro che l'id represso del dottor Morbius), presenza inquietante che va e viene e che si mostra in una breve scena animata che vista da bimbo fece il suo porco effetto su di me. A distanza di anni continua a colpirmi, soprattutto per l'intuizione di rendere visibili solo i contorni del mostro anche quando si palesa, lasciandolo così in gran parte ricostruire alla mente dello spettatore. Secondo me funziona ancora alla grande.


Secondo aspetto è la descrizione della gigantesca macchina che fa andare avanti i macchinari di Altair IV. Si tratta di macchinari colossali da fare invidia a Kirby e ai suoi nuovi dei: un gitantesco edificio cubico sotterraneo di 30 km di lato! Alimentato da più di 9000 reattori termonucleari! Comandato dalla mente di un solo uomo! Le immagini che ce lo mostrano anche se brevi riescono a farne intuire le dimensioni esagerate e mi hanno sempre lasciato con la voglia di saperne di più.

Rivisto a posteriori poi è interessante vedere come abbia influenzato Star Trek. Abbiamo una missione che gira per l'universo, l'incontro con una civiltà avanzatissima e il rischio/opportunità di carpirne i segreti, un genio/scenziato con cui parlamentare e fondali di cartone dai mille colori. Senza tralasciare il fatto che il capitano Adams si tromba la bellissima in gonnellino. Ma quest'ultimo aspetto verrà portato ad arte dal Capitano Kirk trombando la dove nessun uomo ce lo ha messo prima.

Quindi si, la scomparsa di Leslie Nielsen ha toccato ben più di una generazione di appassionati di cinema di vario tipo. Peccato che, a quanto pare, il dvd con l'audio in italiano non sia mai stato pubblicato.

p.s.
vi ricordo che avevo parlato anche della serie televisiva Police Squad! che lo vide protagonista, qui.

lunedì 12 luglio 2010

Ai miei tempi i punk andavano a vapore e le matrici si spezzavano.

Grazie a un doppio colpo di culo mi sono accaparrato per 6 euro totali La matrice spezzata di Bruce Sterling e Steampunk di Paul Di Filippo. Quando dico che girare per bancarelle dell'usato fa bene al portafoglio e alla propria libreria, ci ho ragione, ci. ho.

Euro ben spesi per colmare una lacuna non da poco nella mia libreria leggendo due pezzi da 90 della letteratura sci-fi e capire da dove vengano un sacco di idee e atmosfere cyberpunk e steampunk che vanno per la maggiore nei rispettivi reparti della narrativa.

Tra i due il più divertente è Steampunk, sia per le idee irriverenti che lo affastellano, dalle tecniche usate dalla regina Vittoria per intessere rapporti altolocati, al protagonista razzista fino al midollo di Ottentots, fino ai siparietti che vedono Walt Whitman ed Emily Dickinson tubare nel terzo racconto di questa trilogia. Per non parlare del feticcio su cui ruota l'intera ricerca del secondo. E la comparsata del Brumoso Lovecraft? Ecco, l'aspetto punk inteso come rottura dei canoni, derisione dell'establishment del tempo sottolineandone sia la grande effervescenza di idee che il contemporaneo immobilismo sociale qui ci sono tutti, inseriti nella società ottocentesca come tanti piccoli barilotti di polvere da sparo per creare scompiglio in un genere che a volte pecca di ingessature e seriosità. Fatto sta che ora mi è salita una discreta scimmia di recuperare altro di Di Filippo oltre alla divertente raccolta L'Imperatore di Gondwana, e mi sa che dovrò rivolgermi ai testi in lingua originale. Ce la posso fare.


Anche in Schismatrix la componente punk eversiva è essenziale. A partire dal suo protagonista Abelard Lindsay, vero e proprio paria della società spezzata che sfrutta tutto, dalla tecnologia su cui riesce a mettere le mani alle persone che riesce a convincere, per sopravvivere, portare avanti i suoi piani di vendetta e tentare di sovvertire l'ordine costituito infilandosi nelle pieghe marginali della società in cui si trova di volta in volta. Al contrario di Di Filippo però non c'è molto spazio per le risate, anzi. Il tutto è piuttosto cupo e grigio, pieno di spazzatura umana e non. L'aria è malsana, la natura è quasi del tutto sterile e non si trova mai un taxi quando te ne serve uno. Insomma tutto molto interessante, discussioni sulla natura umana e della società. Però ogni tanto fattela una cazzo di risata, eh.


In sintesi se è vero che i due lavori hanno avuto grande influenza nei generi di appartenenza, ho l'impressione che in larga parte abbiano influito più sul reparto "estetico", di ambiente ed esteriore e meno su quello "politico" e di idee, probabilmente perché questi ultimi aspetti sono meno facili da replicare, necessitando di teste pensanti sia dietro alle tastiere che di fronte alla pagina stampata. Ma sono solo felice di essere smentito, e se avete letture da proporre fatevi avanti che per i consigli c'è sempre spazio.